C.S.R.Ardues Dojo Italia
M° Ardues Gianese

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IL JU-JITSU:

nasce, almeno come nome, nel medioevo giapponese. Era infatti una delle sette arti marziali che il Bushi doveva saper praticare.

Letteralmente significa "Arte della cedevolezza" o "Arte gentile" (Ju = gentile, Jitsu = arte), quindi con l’obbiettivo preciso di fare il minimo sforzo per neutralizzare l’avversario.In Giappone col passare dei secoli diverse scuole sono nate e si sono sviluppate all’ombra dei grandi maestri che si sono succeduti. Alla fine del 1800 il maestro Jigoro Kano (1860-1938), con lo scopo di far confluire in una disciplina sportiva lo stile de Ju-Jitsu, trasse da questo una serie di tecniche "non pericolose" che potevano essere applicate in un combattimento non cruento.

Questa applicazione parziale del Ju-Jitsu prese il nome di Judo.Il Ju-Jitsu, come lo pratichiamo noi oggi, non è propriamente quello classico giapponese,è una versione moderna divulgata dal maestro Gianni Rossato dopo una significativa esperienza negli Stati Uniti e che è stata elaborata in oltre quaranta anni di attività , proseguita poi e continuamente aggiornata anche grazie allo staff del CSR.

Oggi noi, grazie a questo maestro, pratichiamo lo stile definito "Go Ju", ma come l’uomo che si evolve
continuamente, giorno dopo giorno, anche il nostro Ju-Jitsu si è evoluto lezione dopo lezione, per merito anche del maestro Silvano Rovigatti.

Il risultato di questa evoluzione è il C.S.R. JU-JITSU ITALIA, una grande associazione sportiva e culturale della quale noi tutti ci onoriamo di far parte.

Chi lo può praticare?

Tutti possono praticare il Ju-Jitsu; i bambini (a partire da 6 anni), i ragazzi, uomini e donne di salute normale che non presentino controindicazioni alla pratica sportiva non agonistica.

Benefici:

Dal punto di vista fisico i benefici riguardano lo sviluppo armonico (soprattutto nell’adolescente), l’aumento del tono muscolare, il miglioramento di funzioni come la coordinazione, la mobilità articolare, la resistenza, la velocità ed i riflessi.
Il corpo esercita una ginnastica completa e ricreativa, non dimenticando le stimolazioni metaboliche e neuroendocrine.

Grazie alla pratica si acquisisce in socievolezza e sicurezza interiore con benefici psichici, quali la creatività , l’autocontrollo, il rispetto per l’avversario, la conoscenza più approfondita del proprio IO. In ultima analisi un equilibrio tra livello fisico, emozionale e mentale.

La pratica sportiva, infine, ci permetti di occupare l’attenzione (in modo particolare dei giovani) evitando distrazioni pericolose. L’atleta è "spinto" a imitare i soggetti più preparati, al miglioramento continuo acquisendo una sorta di mentalità positiva che sarà senz’altro utile anche nella vita.

Obiettivi:
con il Ju-Jitsu si raggiunge una buona forma fisica, il controllo delle attività mentali (concentrazione, calma, equilibrio) e un’ottima capacità di difesa personale.

Inoltre, per chi lo desidera, un’intensa attività agonistica a livello nazionale e internazionale.

da 6 a 15 anni si persegue un obiettivo propedeutico di formazione fisica, educativa e sociale;
da 15 a 18 anni si tende ad un affinamento della forma fisica, psichica e comportamentale, nonchè, per chi manifesta particolare predisposizione, l’attività agonistica;
dai 18 anni, giunti al consolidamento fisico, mentale e tecnico, l’atleta può scegliere diverse specializzazioni: agonismo, insegnamento tecnico, arbitraggio federale.

SE SI PASSA DAL PIANO DELLE "APPLICAZIONI DELLE TECNICHE"

A QUELLO DELL' "APPLICAZIONE DEI PRINCIPI" DEL GESTO MARZIALE,

SI CAPISCE COME UNO STESSO MOVIMENTO SERVA PER REALIZZARE

UN PUGNO, UNA PARATA, UNA PROTEZIONE, UNA LEVA

O PER USARE UN ARMA.

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